UN QR CODE PER L'ACCESSO A PIÚ SERVIZI

Un QR Code per l’accesso a più servizi

Nel settore assicurativo, la trasformazione digitale non è più un’opzione ma una necessità.

Tra le innovazioni più recenti vi è l’utilizzo della CAI (Constatazione Amichevole di Incidente) digitale, una soluzione che semplifica l’esperienza dell’assicurato ed ottimizza i processi operativi di compagnie, broker e altri player  assicurativi. Un ulteriore step per rispondere ad una reale esigenza del mercato: la semplificazione.

Semplificare la gestione del sinistro: il vero fattore differenziante

Nel Gruppo De Pasquale siamo convinti che il vero fattore differenziante per un player assicurativo sia sempre più la capacità di semplificare la vita all’assicurato nel momento del sinistro.

Semplificare significa, prima di tutto, rendere facilmente accessibile tutto il supporto necessario. Questa direzione è oggi chiaramente indicata da IVASS, altresì con l’obbligo per le compagnie di rendere disponibile agli assicurati la CAI digitale, a partire dall’8 aprile 2026.

Quest’ultimo non è solo un adeguamento normativo, ma rappresenta anche una opportunità di:

    • efficientamento dei processi;
    • maggiore presidio operativo;
    • valorizzazione del rapporto tra cliente/assicurato.

Il QR Code: accesso immediato ad un ecosistema di servizi assicurativi

Per rispondere a queste esigenze, ed in particolare a quelle di semplificazione ed immediatezza, il Gruppo De Pasquale, con specifico riferimento al ramo RC Auto, ha sviluppato una soluzione tecnologica semplice, intuitiva e conforme ai requisiti normativi, che include anche la CAI Digitale.

Si tratta di un QR Code che, una volta scansionato da mobile, consente l’accesso immediato ad un ecosistema completo di servizi:

      • informazioni e dati di polizza (a discrezione del player assicurativo)
      • CAI Digitale (messa a disposizione dalla Compagnia)
      • servizi di apertura e gestione sinistro erogati da Gruppo De Pasquale:

        • verifica regolarità amministrativa e controllo copertura
        • verifica banche dati su mezzi e persone coinvolte
        • denuncia del sinistro
        • affidamento incarico al perito
        • canalizzazione verso carrozzeria convenzionata
        • gestione seguiti.

In questo modo, il QR Code diventa una vera e propria porta di accesso ad un ecosistema completo ed integrato di servizi per la gestione sinistri.

Come funziona il QR Code di Gruppo De Pasquale

Il funzionamento è estremamente semplice e pensato per garantire massima accessibilità.

Il player assicurativo può rendere disponibile il QR Code:

    • nella documentazione di polizza;
    • tramite App.

Con una semplice scansione da smartphone, l’assicurato può:

    • verificare i dati di polizza;
    • compilare la CAI digitale, in modo più rapido, completo ed accurato;
    • aprire il sinistro;
    • seguire l’intero iter della pratica.

Focus su QR Code e CAI digitale: perché l’integrazione è importante

La CAI digitale è l’evoluzione della tradizionale constatazione amichevole cartacea. Si tratta di un sistema digitale che consente di:

    • compilare il modulo in modo guidato;
    • ridurre errori e omissioni;
    • migliorare la qualità dei dati raccolti;
    • velocizzare l’apertura del sinistro.

Rispetto al modello tradizionale, la versione digitale è:

    • più rapida da compilare;
    • più completa nelle informazioni;
    • più precisa nella ricostruzione del sinistro.

Con il QR code del Gruppo De Pasquale l’accesso alla CAI Digitale di compagnia è immediato, semplice ed integrato con gli altri servizi di supporto all’assicurato, per consentirgli un Customer Journey pienamente soddisfacente e un più alto tasso di fidelizzazione.

Vantaggi per l’assicurato

Dal punto di vista dell’utente finale, i benefici sono immediati e concreti:

    • facilità di contatto;
    • immediatezza;
    • velocità;
    • semplicità;
    • migliore Customer Experience.

Il risultato è un’esperienza più fluida e con meno stress in un momento critico come quello del sinistro.

Un modo innovativo di fare Business Process Outsourcing (BPO)

Il Gruppo De Pasquale e le sue società partners Sint e Winflow vantano un’esperienza trentennale nel BPO assicurativo, oggi l’obiettivo è quello di offrire al mercato servizi sempre più innovativi. Per questo il QR code che integra i servizi erogati, tra cui la CAI digitale, è uno dei fattori chiave di un approccio più innovativo al BPO e può rappresentare una leva differenziante per i player assicurativi, poiché abilita ottimizzazione dei processi, efficienza operativa, più qualità e migliore governance anche in termini di antifrode. 

Il QR Code rappresenta un cambio di paradigma nella relazione con il cliente. Facilita, infatti, il contatto con il Customer Service, abilita servizi digitali, diventa un elemento chiave per la fidelizzazione. Si supera così il concetto tradizionale di mera gestione del sinistro, costruendo un percorso di relazione continuo e di valore con l’assicurato.

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L’arte dell’outsourcing cucito su misura

L’arte dell’outsourcing cucito su misura

La lezione della sartoria: quando il BPO diventa un’estensione dell’azienda cliente

Quando commissioniamo un abito su misura, una qualsiasi sarta non si limita alla taglia; considera i materiali e la qualità dei tessuti. Una sarta esperta, invece, eleva l’arte del su misura: studia le linee del corpo, il modo di muoversi e persino il carattere di chi indosserà l’abito. 

Il BPO, Business Process Outsourcing, segue la stessa logica. Un player BPO di qualità non replica pedissequamente un approccio standard già adottato per altri clienti, non analizza solo i processi del cliente e la sua organizzazione: studia la cultura aziendale, il percorso di crescita, i suoi valori, il linguaggio e lo stile comunicativo del cliente per offrire una soluzione operativa che declina il suo DNA nelle attività quotidiane.

Perché l’outsourcing strategico è come un abito sartoriale

Esternalizzare, affidandosi a un partner esterno, comporta che il player BPO diventi un’estensione dell’azienda cliente.
In un contesto in cui si chiede agli operatori BPO un supporto concreto nel realizzare percorsi di cambiamento e innovazione, il valore aggiunto sta nella capacità di interpretare l’essenza dell’azienda cliente e tradurla nei processi dell’outsourcer.
Questo approccio su misura permette di superare la rigidità dei modelli predefiniti, trasformando l’outsourcing da delega operativa a leva strategica. Non si tratta solo di ottimizzare i costi, ma di integrare competenze specialistiche e tecnologie avanzate che si modellano sulle reali esigenze del cliente, garantendo una reattività e una precisione che solo un servizio cucito su misura può offrire.

La prova vera arriva nei momenti di rottura

Un abito sartoriale di qualità è messo alla prova nelle situazioni scomode: quando piove e non si rovina, quando ti siedi e non si stropiccia, quando ti muovi velocemente e non si strappa.
Nel BPO l’equivalente sono i momenti di pressione e di stress: picchi di richiesta di assistenza o di pratiche da gestire, nuove normative che richiedono una revisione dei processi. In quelle situazioni non basta seguire uno script: conta che l’outsourcer lavori come lavorerebbe il tuo miglior team interno.

Il dettaglio che fa la differenza

Quasi quarant’anni di esperienza nella gestione di operation per grandi realtà di vari settori e compagnie assicurative ci hanno insegnato una semplice lezione: il vero abito sartoriale si riconosce soprattutto dal colletto.

È un dettaglio apparentemente secondario, ma se è fatto male rovina l’intero abito.

Nel BPO accade lo stesso: la differenza si gioca nelle micro-decisioni quotidiane, quelle meno apparenti, quelle prese dal singolo operatore sulla base della sua sensibilità:

  • la frase empatica inserita in una mail delicata
  • la valutazione prudente di una pratica borderline
  • il tono di voce rassicurante con un cliente che esprime frustrazione
  • il tatto con cui viene gestita una criticità imprevista

Sono piccole accortezze che distinguono un BPO che lavora per un cliente da un BPO che è diventato l’estensione del cliente.

Denise De Pasquale, Direttore Generale, Gruppo De Pasquale. 

 

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BPO innovativo e distribuzione assicurativa: da mero supporto a leva strategica per broker, agenzie e MGA

BPO innovativo e distribuzione assicurativa: da mero supporto a leva strategica per broker, agenzie e MGA

Il settore assicurativo italiano sta vivendo una trasformazione profonda. Dopo una lunga fase di relativa staticità, oggi il mercato è attraversato da aggregazioni, maggiori pressioni regolamentari, innovazione tecnologica e carenza di competenze manageriali.

In questo scenario, il BPO (Business Process Outsourcing) non è più solo una leva di efficienza: diventa un partner strategico per la crescita.

Nel webinar “Il valore del BPO innovativo per i player della distribuzione assicurativa”, organizzato da Gruppo De Pasquale, con la moderazione giornalistica di Debora Rosciani, di Radio24 de Il Sole 24 ore, sono emersi punti di vista complementari che aiutano a comprendere la portata del cambiamento.

La fine della “foresta pietrificata” e la corsa alla dimensione

Secondo Marco Contini, Insurance Business Advisor, il mondo assicurativo italiano sta uscendo da quella che definisce una “foresta pietrificata”: un sistema frammentato, domestico e poco orientato a dimensioni di scala.

Oggi lo scenario è radicalmente diverso:

    • crescono le aggregazioni tra broker;
    • entrano fondi di private equity;
    • aumentano le operazioni cross-border;
    • la tecnologia richiede investimenti strutturali.

“Il mercato italiano resta fortemente frammentato, soprattutto se confrontato con Paesi come la Francia”, afferma Contini, e prosegue: “eppure, proprio questa frammentazione genera un paradosso: o si cresce in dimensione o si rischia l’estinzione”.

Per Contini, scalare oggi non serve solo a vendere di più, ma a:

    • sostenere i costi della compliance;
    • investire in tecnologia;
    • reggere la pressione normativa;
    • attrarre competenze manageriali.

Dal suo punto di vista, un aspetto chiave è la carenza di manager, capaci di guidare aggregazioni e visioni strategiche. La vera competizione non è solo sui ricavi, ma sulle persone.

Centralità delle persone e accompagnamento al cambiamento

Un interrogativo, che rappresenta spesso un pregiudizio diffuso in merito al BPO, è il seguente: esternalizzare significa tagliare costi e personale?

“La risposta è no, se l’outsourcing è evoluto“, afferma Guido Sordi, Key Account del Gruppo De Pasquale, sottolineando l’importanza di tre elementi determinanti:

    • competenza settoriale;
    • centralità delle persone;
    • capacità di accompagnare le aziende nella transizione per governare le sfide del mercato ed essere al passo con le evoluzioni.

La tecnologia è fondamentale, ma senza competenze che la governano non produce valore. Il BPO deve essere innovativo, ossia in grado di:

    • interpretare i bisogni del mercato;
    • guidare il cambiamento organizzativo;
    • costruire fiducia con i player del settore.

Non si tratta solo di fare efficienza, ma di abilitare innovazione sostenibile.

Il BPO deve evolvere da service a partner

Stefano Moro, Operation Manager di Gruppo De Pasquale, sottolinea come il BPO tradizionale – inteso come semplice TPA, Third Party Administrator, per la gestione sinistri – non sia più sufficiente.

Il nuovo BPO deve:

    • garantire il giusto mix di competenze specialistiche, continuamente formate;
    • essere tecnologicamente avanzato;
    • offrire servizi diversificati;
    • agire come partner e non come semplice fornitore, condividere obiettivi e percorsi di miglioramento con il cliente.

Il cuore del messaggio è chiaro: tutto ciò che non attiene al core business e anche alcuni processi core possono essere esternalizzati in modo intelligente. Ossia, analizzando il contesto organizzativo ed operativo dei player, con un approccio modulare, flessibile e customizzato sulle specifiche esigenze, in modo da consentire a broker, agenzie e MGA di concentrarsi su:

    • sviluppo commerciale;
    • relazione con il cliente;
    • crescita del portafoglio.

Il BPO innovativo diventa quindi uno strumento per:

    • liberare risorse;
    • aumentare efficienza;
    • migliorare la qualità dei processi.

Senza dimenticare un punto fondamentale: anche l’innovazione tecnologica (inclusa l’AI) deve essere applicata “cum grano salis”, con equilibrio e competenza.

Per i Broker esternalizzare è maturità organizzativa

 

É ciò che sostiene Tomaso Mansutti, Consigliere MUDA, Museo dell’Assicurazione, che ha vissuto in prima persona processi di aggregazione nel mondo del brokeraggio.

Il mercato italiano dei broker è:

    • estremamente frammentato;
    • composto da strutture piccole;
    • sottoposto a una pressione normativa crescente. Vigilanza IVASS, normativa specifica su antiriciclaggio, reclami, protezione dati e ora anche l’arbitro assicurativo: il costo della compliance può incidere dal 5% al 10% dei costi operativi, con un impatto molto più pesante sui piccoli operatori;
    • i piccoli operatori, di conseguenza, si trovano di fronte ad una scelta strategica: costruire tutto internamente (con costi fissi significativi) oppure esternalizzare in modo evoluto.

Nel suo caso specifico, la collaborazione con Outsourcers, partner tecnologici ed operativi, ha permesso:

    • riduzione dei costi strutturali,
    • processi digitali più integrati,
    • maggiore scalabilità,
    • capacità di attrarre investitori internazionali.

Di conseguenza, afferma Mansutti, l”‘outsourcing non è perdita di controllo, ma maturità organizzativa”.

Per le agenzie il problema è il tempo (e le persone)

Se il mondo dei broker è frammentato, quello delle agenzie lo è ancora di più, afferma Stefano Nori, Agente plurimandatario, mettendo in luce un tema cruciale: la carenza di risorse e il mancato ricambio generazionale.

Oggi gli strumenti digitali esistono, le compagnie investono in tecnologia ma mancano persone capaci di utilizzarli.

L’età media elevata della forza lavoro e la natura relazionale del mestiere rendono difficile la transizione digitale. Per Nori, il BPO può rappresentare uno strumento utile per:

    • alleggerire la burocrazia;
    • gestire compliance e contenziosi;
    • supportare le strutture nella digitalizzazione;
    • liberare tempo per la relazione commerciale.

Non solo per vendere di più, ma anche per:

    • investire in cultura assicurativa, da sempre carente nel nostro Paese;
    • migliorare la qualità del servizio;
    • accompagnare l’evoluzione del modello organizzativo.

Il nodo culturale: fare sistema

Il fil rouge che attraversa tutti gli interventi è il seguente: in Italia si fatica a fare sistema, ancorché vi siano ampie opportunità e spazi interessanti di azione sinergica, in quanto la sottoassicurazione è ancora elevata, esistono nicchie di mercato proficue, la domanda potenziale è significativa.

Il rischio non è la mancanza di opportunità, ma l’incapacità organizzativa di coglierle. In questo il BPO si inserisce:

    • come leva di aggregazione indiretta;
    • come abilitatore di scala;
    • come partner di processo e tecnologico;
    • come presidio di qualità e conformità.

Conclusione: il BPO come “architettura” di crescita

Dal confronto emerge un cambio di paradigma. Il BPO non è più mera fornitura di servizi. Non rappresenta più:

    • un centro di costo;
    • una soluzione emergenziale;
    • un semplice service operativo.

Il BPO provider diventa invece un partner che accompagna i player del settore nelle evoluzioni organizzative ed operative, facendo dell’outsourcing:

    • una scelta di architettura organizzativa;
    • uno strumento per affrontare la frammentazione;
    • una leva per sostenere aggregazioni e crescita;
    • un supporto strategico per broker, agenzie e MGA.

In un mercato sempre più regolato, tecnologico e competitivo, il futuro non appartiene a chi fa tutto da solo, ma a chi sa scegliere con intelligenza:

    • cosa gestire internamente;
    • cosa esternalizzare;
    • con quali partner costruire valore nel tempo.

E proprio qui, si gioca l’evoluzione della distribuzione assicurativa italiana e il ruolo del BPO come alleato dei player in questo processo di cambiamento.

Per la video registrazione completa del webinar cliccare qui link 

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Longevità: prevenzione, Human Touch e AI

Longevità: prevenzione, Human Touch e AI

Grande partecipazione al webinar “Costruire ora la nuova società della longevità”, organizzato dal Gruppo De Pasquale e moderato da Debora Rosciani de Il Sole 24 Ore. Un confronto ricco e interdisciplinare che ha coinvolto esperti del settore sanitario, assicurativo e dei servizi di outsourcing specialistico a supporto:

  • Ing. Esposti, Direttore Innovazione e Sviluppo dell’Ospedale San Raffaele

  • Paolo Meciani, Founder di Bime Consulting

  • Loredana Russi, Responsabile Insurance Division del Gruppo De Pasquale

  • Mariafilomena Genovese, Responsabile Business Strategy del Gruppo De Pasquale

Un dialogo necessario su un tema di grande attualità che riguarda l’intera collettività: la longevità come nuova sfida sociale, economica e sanitaria.

Un Paese che invecchia: i dati ISTAT che fotografano il cambiamento

L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. Secondo i dati ISTAT al 1° gennaio 2025:

  • i centenari erano 23.548, oltre 2.000 in più rispetto all’anno precedente;

  • al 1° gennaio del 2009 erano 10.158; in 15 anni sono più che raddoppiati;

  • l’83% dei centenari è donna, un gap di genere con implicazioni non solo sanitarie ma anche economiche e sociali.

Numeri che impongono un cambio di passo: vivere di più significa ripensare i modelli di prevenzione, assistenza e protezione assicurativa.


Perché un webinar sulla longevità oggi

Viviamo nella società della longevità, dove non basta vivere più a lungo: è essenziale vivere meglio.
Il Gruppo De Pasquale, nel mese dedicato alla prevenzione e all’educazione finanziaria, ha scelto di aprire un dialogo strutturato su queste sfide, forte del suo ruolo nel Business Process Outsourcing, erogato tramite le società partner Winflow e  Sint, nei settori assicurativo e salute.

Il Gruppo è inoltre attivo direttamente nella prevenzione innovativa, grazie a una startup tecnologica sviluppata con una primaria compagnia assicurativa, che offre servizi accessibili a tutti basati su AI e soluzioni digitali avanzate.


Prevenzione e salute: cosa sta cambiando davvero?

La longevità richiede responsabilità individuale e visione collettiva.
Se l’Italia eccelle nelle cure, la cultura della prevenzione è ancora frammentata e poco diffusa.

Oggi prevale la prevenzione secondaria. In altri Paesi europei – come Svizzera e Germania – i check-up preventivi personalizzati sono più strutturati e incentivati.

Durante il webinar è emerso un tema cruciale:
👉 la sottoassicurazione cronica degli italiani, legata anche alla scarsa cultura della prevenzione.
Incrementare la prevenzione significa migliorare la salute pubblica e anche ottimizzare la sostenibilità del sistema sanitario.


Come costruire una vera cultura della prevenzione?

Gli esperti hanno delineato alcune direttrici strategiche:

1. Coordinamento tra settore sanitario, assicurativo e istituzioni

Serve una visione comune e sistemica, non iniziative isolate.

2. Best practices internazionali adattate al contesto italiano

Singapore è un caso virtuoso: screening obbligatori dai 40 anni, maggiore responsabilizzazione dei medici di base, protocolli standardizzati.

3. Educazione già nelle scuole

Nutrizione, stili di vita, sport, prevenzione dei rischi (come obesità e diabete).

4. Protocolli nazionali uniformi

Percorsi chiari per medici e pazienti, soprattutto in presenza di patologie croniche.


La prevenzione è un tema di sistema: serve sinergia

L’ecosistema salute è complesso e frammentato. Oggi più che mai sono necessari:

  • processi semplificati per prenotazioni, rimborsi, accesso ai servizi;

  • gestione intelligente dei dati sanitari;

  • maggiore collaborazione pubblico–privato.

Su quest’ultimo punto, il webinar ha evidenziato criticità importanti: la triangolazione tra tutti gli attori coinvolti è ancora insufficiente.


Come favorire integrazione, collaborazione ed azione sinergica?

Dal webinar emergono tre fattori fondamentali:

  • analisi delle Best Practice di altri paesi virtuosi, per calarli nel contesto domestico;
  • azioni congiunte e concrete, sia per diffondere la cultura della prevenzione, sia per un ripensamento dei prodotti e servizi offerti e soprattutto dei modelli di gestione degli stessi, in particolare la presa in carico del paziente;
  • l’utilizzo dell’AI come fattore abilitante.

Verso un nuovo paradigma di presa in carico del paziente

Gli ospedali e i servizi sanitari stanno passando da un modello “a silos” a un modello longitudinale, che accompagna il paziente nella sua intera esperienza di salute.

Nelle strutture sanitarie virtuose si introducono:

  • protocolli personalizzati di prevenzione;

  • accordi con strutture esterne (es. palestre) per percorsi integrati;

  • servizi di interventional longevity, efficaci per ridurre i rischi e aumentare gli anni di vita in salute.

Parallelamente, le compagnie assicurative spingono su prodotti più personalizzati e sulla Long-Term Care.


Il ruolo dell’outsourcer: fare sistema e facilitare le connessioni

Nel complesso ecosistema salute, il Gruppo De Pasquale svolge una funzione chiave:

  • semplifica l’accesso ai servizi;

  • velocizza lo scambio di dati e flussi informativi;

  • supporta assicurati, fondi, strutture sanitarie nella gestione efficace ed efficiente delle attività di presa in carico, prenotazione visite e check up, rimborsi ecc.

  • essendo il primo contatto con l’assicurato/assistito, intercetta bisogni reali e li traduce in insight utili per compagnie assicurative e strutture sanitarie.

Gli operatori della Centrale Operativa svolgono spesso il ruolo di “mediatori culturali”, fornendo supporto informativo e formativo, aiutando gli utenti a comprendere meglio i servizi, le polizze e i percorsi sanitari e indirizzandoli verso soluzioni praticabili, con competenze tecniche e soft skills avanzate.


AI e salute: verso un ecosistema più integrato e personalizzato

Dal webinar emerge che l’AI è per la totalità dei attori coinvolti un abilitatore fondamentale principalmente per:

  • semplificare l’accesso ai servizi sanitari;

  • personalizzare prevenzione e cura;

  • anticipare i bisogni di salute;

  • costruire prodotti assicurativi più vicini agli individui;

  • migliorare la gestione documentale, le autorizzazioni, i processi di back office.

AI + competenze umane = valore aggiunto

Un’equazione al centro dell’approccio del Gruppo De Pasquale, che combina un mix di competenze specialistiche, continuamente formate, con l’utilizzo di tecnologia avanzata:

  • l’AI gestisce interazioni semplici, sempre sotto il governo dell’operatore;

  • gli operatori esperti intervengono sulle casistiche complesse;

  • l’AI estrae dati, accelera processi, genera insight utili anche alle compagnie e alle strutture sanitarie;

  • con l’aumento dell’utilizzo dell’AI cresce il livello di specializzazione degli operatori e la personalizzazione del supporto erogato in relazione alle specifiche esigenze dell’assicurato/assistito/cliente.


Telemedicina e personalizzazione: l’esperienza dell’Ospedale San Raffaele

Dal 2019, ben prima della pandemia, l’Ospedale San Raffaele integra telemedicina e AI nei suoi servizi, investendo in:

  • percorsi clinici personalizzati sulla base di dati genetici, clinici e di stile di vita;

  • accompagnamento step-by-step del paziente;

  • superamento dei modelli organizzativi a silos, tipici delle strutture sanitarie, a favore di un’esperienza del paziente fluida e continua nell’arco della sua vita.


Collaborare per innovare: la sfida dei prossimi anni

Un altro aspetto importante, più volte sottolineato, è la necessità di superare la logica tradizionale di provider tra strutture sanitarie e compagnie di assicurazione, aprendo la strada a:

  • co-design di nuovi servizi e prodotti;

  • integrazioni digitali e formative, ad esempio per broker e operatori della filiera assicurativa per una maggiore conoscenza in tempo reale dei servizi sanitari disponibili;

  • maggiore conoscenza in tempo reale dei servizi sanitari disponibili;

  • nuovi modelli di business congiunti di prevenzione, cura e protezione assicurativa abilitati dall’AI.


Conclusione: la longevità è una grande opportunità, se si fa sistema

Dal webinar emerge un messaggio chiaro: 👉 la longevità è una realtà che offre molte opportunità, ma per essere sostenibile richiede una nuova cultura della prevenzione ed un approccio sinergico e  collaborativo tra i tutti gli attori coinvolti nell’ecosistema della salute.

Assicurazioni, strutture sanitarie, istituzioni, ed outsourcer specializzati devono lavorare insieme per:

  • migliorare l’esperienza del paziente,

  • rendere la prevenzione accessibile e sostenibile,

  • valorizzare i dati e il patrimonio informativo per una salute più personalizzata,

  • contribuire alla costruzione di un sistema in cui vivere a lungo significhi anche vivere meglio

Per approfondire le tematiche, al link la registrazione completa del webinar. 


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Oltre i numeri: la fiducia come nuova frontiera della produttività

Quando si parla di produttività aziendale, la mente corre subito a modelli precisi: catene di montaggio, efficienza, ottimizzazione. Un’eredità che arriva da oltre un secolo fa, quando figure come Frederick W. Taylor e Henry Ford gettarono le basi del lavoro moderno, basato sulla divisione dei compiti e sulla produzione di massa.

Con il tempo, il concetto di produttività si è evoluto. Altri pionieri, come W. Edwards Deming, hanno spostato il baricentro: non più soltanto quantità, ma qualità. La sua intuizione era semplice e potente: migliorare i processi significa ridurre i costi e creare più valore.
Il Giappone accolse con entusiasmo questa visione, trasformandola in un modello che univa persone, processi e risultati in un sistema armonico.

La rivoluzione della conoscenza e il ruolo della tecnologia

Negli anni Settanta, il mondo del lavoro non ha semplicemente subito un’evoluzione, ma è stato investito da una vera e propria rivoluzione della conoscenza. Questo cambio di paradigma ha segnato il passaggio da un’economia basata prevalentemente sulla produzione fisica e sul capitale industriale a un’economia in cui l’informazione, l’innovazione e le competenze intellettuali diventavano le risorse più preziose.

L’arrivo dei personal computer e, in generale, delle nuove tecnologie informatiche ha agito come il catalizzatore di questa trasformazione. Questi strumenti non solo hanno automatizzato processi manuali (aumentando l’efficienza), ma hanno soprattutto permesso la gestione, l’analisi e la trasmissione di dati su scale prima inimmaginabili. Questo balzo tecnologico ha aperto nuovi scenari professionali e ha ridefinito il concetto stesso di produttività, spostando il focus dalla forza lavoro fisica al lavoro intellettuale.

Un lavoro sempre più autonomo

Oggi ci troviamo di fronte a una nuova trasformazione, più intima, intangibile. 

Il massiccio e onnipresente ricorso alle tecnologie ha plasmato un ambiente lavorativo iperconnesso ma, al contempo, ha innescato dinamiche che agevolano una dimensione individuale del proprio ruolo professionale. Il lavoro è diventato autonomo, spingendo il professionista verso l’efficienza individuale a discapito del confronto umano e della discussione informale rendendo l’esperienza lavorativa meno significativa. Uno scenario da prevenire in quanto tende ad erodere il capitale relazionale.

L’automazione e i limiti dell’efficienza

A ciò si aggiunge l’impulso verso lautomazione. Mentre l’efficienza schizza alle stelle, il lavoro è diventato talvolta rigido. Le logiche dei sistemi e degli algoritmi, sebbene impeccabili nella loro esecuzione, limitano i margini di adattamento, di intuizione o di deviazione creativa.

Fiducia e outsourcing: un nuovo paradigma della produttività

In questo contesto, la nuova frontiera della produttività non è una macchina più veloce o un algoritmo più preciso: è la fiducia.
Ed è proprio nelle attività di outsourcing che questa dimensione diventa decisiva. Quando un’azienda affida i propri processi a un fornitore esterno, non sceglie solo per convenienza economica. Ciò che fa davvero la differenza è la fiducia: fiducia nel rispetto delle scadenze, nella protezione dei dati, nella capacità di affrontare gli imprevisti senza gravare sul cliente. In un mondo dove la tecnologia permette di esternalizzare quasi tutto, non è più il prezzo a determinare la scelta. È la relazione basata sulla fiducia.

Il capitale relazionale come vantaggio competitivo

Ed è qui che si apre un nuovo capitolo nella storia della produttività in un contesto dominato dall’intelligenza artificiale: non solo efficienza e qualità, ma anche affidabilità, collaborazione, trasparenza e soprattutto fiducia. Il capitale relazionale diventa parte integrante del capitale produttivo. Le imprese che sanno coltivarlo, con clienti, fornitori e dipendenti, costruiscono un vantaggio che nessuna macchina può replicare.

Guardare oltre i numeri

In definitiva, guardare oltre i numeri significa riconoscere che la vera produttività nasce dall’equilibrio tra competenze, processi e relazioni personali. Investire nella fiducia non è un gesto simbolico, ma una strategia concreta: apre la strada a una collaborazione più fluida, a decisioni più rapide e a un ambiente in cui le persone si sentono responsabilizzate e valorizzate.
In un mondo sempre più complesso e interconnesso, chi saprà mettere la fiducia al centro del proprio modello operativo non solo produrrà di più, ma costruirà un ecosistema sostenibile, resiliente e capace di innovare davvero.

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Tecnologia e salute

Tecnologia e Salute: come l’innovazione sta trasformando l’ecosistema sanitario

L’innovazione tecnologica sta ridefinendo il modo in cui cittadini, istituzioni e aziende interagiscono con il mondo della salute. Un cambiamento che non riguarda solo i pazienti, ma l’intero ecosistema: strutture sanitarie, professionisti, imprese e realtà che operano nel settore devono ripensare processi e modelli organizzativi per rispondere a nuove esigenze.

 

L’evoluzione del rapporto tra cittadini e innovazione digitale

Il rapporto tra cittadini e salute sta vivendo una trasformazione profonda, spinta dalla diffusione di soluzioni digitali che stanno modificando le abitudini e le aspettative delle persone.  É ciò che emerge dalla ricerca “Tecnologia e Salute”, realizzata e presentata da Havas, in occasione degli Healthcare & Pharma Talks. 

 

La crescente fiducia verso le tecnologie sanitarie

I cittadini dimostrano una fiducia crescente nei confronti delle tecnologie digitali dedicate alla salute:

  • l’84% ritiene che l’attuale livello tecnologico sia al servizio del cittadino;
  • l’80% riconosce che la digitalizzazione ha contribuito a migliorare l’esperienza di accesso ai servizi sanitari;
  • tra i servizi più apprezzati: prescrizioni elettroniche, tessera sanitaria digitale e consultazione online degli esiti di esami e visite.

Una consapevolezza che segna un passaggio decisivo da un approccio puramente reattivo a uno proattivo ed orientato alla prevenzione. Infatti, secondo la ricerca, il 90% degli italiani si dice favorevole alla possibilità che strumenti come smartwatch o sensori medici possano, non solo comunicare direttamente con il Sistema Sanitario Nazionale, ma monitorare in tempo reale il proprio stato di salute.

 

Nuove aspettative su prevenzione e gestione della salute

L’evoluzione tecnologica ha portato i cittadini a sviluppare aspettative sempre più elevate: la salute deve essere personalizzata, semplice, accessibile ma soprattutto sicura. Non è un caso che il 70% della popolazione esprima preoccupazioni legate alla gestione dei dati personali e alla tutela della privacy. Tuttavia, di fatto, l’innovazione digitale non è più vista come un’opzione, ma come una condizione indispensabile per ottenere risposte rapide e basate su dati oggettivi e sicuri.

 

L’impatto sull’ecosistema Salute: istituzioni, aziende e professionisti

I risultati dimostrano che l’innovazione tecnologica in ambito salute può trovare ampio spazio ed opportunità concrete per il sistema Paese. Sarà fondamentale però investire in infrastrutture, formazione, comunicazione, specie per creare ed alimentare un rapporto di fiducia imprescindibile in ambito salute, in modo da impattare concretamente e in modo efficace sull’intero ecosistema sanitario.

 

Cambiamenti nei modelli organizzativi e nei processi operativi

Strutture sanitarie, aziende e professionisti stanno ripensando il proprio modo di operare. Le principali direttrici di trasformazione includono:

  • riorganizzazione dei processi interni, per gestire ed analizzare una mole crescente di dati;
  • integrazione di piattaforme digitali per garantire una continuità assistenziale più efficace;
  • ottimizzazione dei flussi operativi, attraverso automazione ed analisi predittiva;
  • collaborazione con partner tecnologici specializzati, in grado di sviluppare soluzioni innovative per la prevenzione e la cura.

Questi cambiamenti stanno generando un nuovo paradigma organizzativo in cui tutti gli attori – pubblici e privati – sono chiamati ad operare in sinergia.

 

Come Stai S.p.A., un esempio concreto di tecnologia e salute nella prevenzione

In questo scenario di trasformazione, Come Stai S.p.A., società partner del Gruppo De Pasquale, rappresenta un esempio virtuoso di come la tecnologia possa favorire e migliorare la prevenzione e promuovere la cultura della salute digitale.

 

Tecnologia e salute: monitoraggio dei parametri vitali con l’intelligenza artificiale

Attraverso l’app comestai,,accedendo al servizio “comestai Check” è possibile rilevare in un minuto parametri vitali come frequenza cardiaca, livello di stress, frequenza respiratoria e saturazione dell’ossigeno, semplicemente con un video-selfie. L’obiettivo è permettere a chiunque, e in ogni luogo, di monitorare costantemente il proprio stato di salute in modo semplice, veloce e scientificamente validato.

 

Un nuovo paradigma per la salute personalizzata e digitale

Come Stai favorisce un approccio proattivo e data-driven alla salute. Tra i principali vantaggi:

  • monitoraggio continuo ed immediato dello stato di salute, con feedback istantanei;
  • prevenzione personalizzata, grazie a dati oggettivi ed analisi predittive;
  • facilità di utilizzo, accessibile a tutti e in modo sicuro, semplicemente dal proprio smartphone;
  • conformità alle normative sui dati, per garantire sicurezza e protezione delle informazioni personali;
  • integrazione in contesti aziendali, promuovendo programmi di welfare e benessere per i dipendenti.

Questa soluzione risponde perfettamente alle nuove esigenze dell’ecosistema Salute, favorendo la prevenzione a portata di clic e contribuendo a diffondere una cultura della salute consapevole e digitale.

 

Perché il modello del Gruppo De Pasquale è già una risposta alle sfide future?

La crescente fiducia nelle tecnologie sanitarie e l’evoluzione delle aspettative dei cittadini stanno ridefinendo le logiche dell’ecosistema della salute nel suo complesso. L’integrazione tra dati, tecnologie e persone è la chiave per costruire un sistema più efficiente, personalizzato e orientato alla prevenzione.

In questo contesto, il Gruppo De Pasquale, con oltre 50 milioni di euro di fatturato, realizzato attraverso le sue società partner, da sempre è attento ai trend del mercato ed impegnato concretamente in processi di innovazione tecnologica e  digitale. Con Come Stai S.p.A., società partner del gruppo, conferma questa sua vocazione ed offre un servizio innovativo di Digital Health che risponde alle esigenze degli attori dell’ecosistema salute. In particolare, comestai Check è uno strumento di prevenzione che può essere inserito nei programmi welfare aziendali e rappresenta un’evidenza concreta dell’impegno in ottica di sostenibilità (ESG) e digitalizzazione a favore del benessere personale e aziendale. 

L’esperienza maturata da oltre 40 anni nell’Outsourcing inoltre permette al Gruppo di essere riferimento importante nella gestione dei processi aziendali, grazie alle sue società partner.

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sinistri Cat Nat

Migliorare la gestione dei sinistri Cat Nat: l’approccio innovativo del Gruppo De Pasquale

Un contesto in rapida evoluzione: rischi crescenti e nuove esigenze del mercato

Negli ultimi anni, il mercato assicurativo ha dovuto confrontarsi con un incremento significativo di catastrofi naturali (sinistri Cat Nat) legate al cambiamento climatico. Fenomeni meteorologici estremi, alluvioni ed incendi hanno causato ingenti danni, imponendo alle compagnie assicurative di rivedere i propri modelli organizzativi per affrontare al meglio queste emergenze.

L’Italia presenta uno dei livelli più bassi di protezione assicurativa contro gli eventi naturali. 

I dati pubblicati da ANIA confermano che quello dei Cat Nat è un ambito di intervento prioritario, su tutti i fronti, per le Compagnie e i partner con cui operano. Si è passati da una media annua di 16 catastrofi naturali negli anni 80 a 25 nel periodo 2010/19 ma ne abbiamo vissuti di particolarmente gravi più di recente, basti ricordare l’evento catastrofico del luglio 2023. E l’Italia è storicamente uno dei paesi europei più impattati da rischi naturali, terremoti in primis. Nonostante questo, in Italia solo il 6% delle abitazioni è coperta da rischi Cat Nat e solo il 5% delle imprese è assicurata contro i rischi Cat Nat.

In evoluzione, la normativa farà aumentare il livello di copertura per le imprese e cresce la sensibilità anche dei cittadini sull’importanza di assicurarsi. Per questo, le Compagnie e tutti gli attori coinvolti nella gestione di questa tipologia di sinistri devono essere pronti a gestire volumi crescenti di sinistri, semplificando e riducendo i tempi di processo.

Alla luce di questo scenario, il Gruppo De Pasquale ha presentato all’evento “Italy Insurance Forum 2025” di IKN un nuovo modello operativo per la gestione dei sinistri Cat Nat, che integra tecnologie avanzate, competenze specialistiche, interne e appartenenti al proprio network di periti/liquidatori.  I vantaggi di questo modello – efficienza, scalabilità, flessibilità, cura dell’assicurato in una situazione di particolare emergenza – sono stati evidenziati da Mariafilomena Genovese, Business Strategy Director di Gruppo De Pasquale, che si è confrontata con Direttori Sinistri e altri attori della filiera assicurativa nel corso della tavola rotonda “Cat-Nat: aumentare la velocità e migliorare la collaborazione e la gestione dei sinistri nel contesto climatico complesso”. Di seguito le considerazioni che hanno portato allo sviluppo del nuovo modello e gli aspetti caratterizzanti. 

 

Le sfide della gestione sinistri Cat Nat: tempi, volumi e Customer Experience

La gestione dei sinistri Cat Nat presenta due criticità principali, che emergono in modo ricorrente nell’esperienza degli operatori del settore:

  • il disagio dell’assicurato, che fatica a ottenere risposte chiare e tempestive dai canali tradizionali, vivendo una percezione di abbandono proprio nei momenti più critici;
  • i tempi lunghi di risposta e liquidazione del danno, tipici di un modello operativo centrato sul network di periti distribuiti sul territorio, non sempre in grado di far fronte a picchi emergenziali.

Fattori che, non solo aumentano il livello di insoddisfazione degli assicurati, ma mettono sotto pressione anche la capacità operativa delle compagnie, rendendo evidente la necessità di soluzioni più strutturate, rapide, scalabili e digitali.

 

Il modello di Outsourcing del Gruppo De Pasquale: tecnologia, specializzazione, flessibilità e velocità

Il modello illustrato durante l’evento di IKN dal Gruppo De Pasquale si basa su soluzioni di di Business Process Outsourcing altamente specializzate sui sinistri Cat Nat e supportate dalla tecnologia.

Il ruolo strategico del Front Office: caring e categorizzazione immediata del sinistro

Per superare le due criticità esposte, il modello implementato dal Gruppo De Pasquale prevede innanzitutto una struttura efficace di Front Office, pensata in ottica di caring, che, grazie a tecnologie avanzate e competenze specialistiche:

  • interviene immediatamente  e gestisce proattivamente il primo contatto con l’assicurato
  • è in grado di realizzare una categorizzazione del sinistro in forza di informazioni e documentazione acquisite e dell’assunta gravità dell’evento. 

A seguito della categorizzazione, 

  • alcuni sinistri vengono gestiti all’interno di una struttura specialistica di Back Office e di periti interni, in grado di procedere ad una stima completa del danno e di predisporre l’elaborato peritale per la Compagnia
  • per quelli che prevedono la necessità di un’istruttoria, viene coinvolto un perito esterno.  

Un approccio che consente la presa in carico rapida, tracciata e coerente con il livello di complessità del sinistro, migliorando l’esperienza dell’assicurato e riducendo i tempi di gestione.

Un mix sinergico di tecnologia, competenze e network

Quello che proponiamo è un modello innovativo, modulare e flessibile che combina tre elementi fondamentali:

  1. tecnologia avanzata (tra cui AI), per abilitare processi digitali in real time;
  2. know-how tecnico interno, grazie al potenziamento di strutture dedicate di Front Office e Back office in grado di lavorare in sinergia e velocizzare l’intero processo;
  3. un network di periti specialistici sul territorio.

 

LiveClaim: tecnologia proprietaria per la gestione full digital e real time dei sinistri Cat Nat

Un ruolo fondamentale, all’interno del modello di gestione sinistri Cat Nat di Gruppo De Pasquale, ha sicuramente LiveClaim,  soluzione proprietaria che integra strumenti di video interazione, OCR, intelligenza artificiale, RPA ed advanced analytics, per una gestione digital e real time delle diverse fasi del sinistro. 

Con LiveClaim, attraverso  una video interazione con l’assicurato è possibile:

  • aprire il sinistro in tempo reale;
  • acquisire immagini, video e documentazione utili ad una valutazione accurata e immediata del danno;
  • categorizzare il sinistro.

Di fatto, LiveClaim consente di velocizzare sia la prima fase di gestione del sinistro, sia le fasi successive, fino alla liquidazione del danno, grazie alla  documentazione raccolta a monte.

 

I vantaggi dell’utilizzo di LiveClaim

  1. l’assicurato viene rassicurato nel contatto face to face con operatori esperti;
  2. l’immediata categorizzazione del sinistro agevola la Compagnia nell’analisi di eventuali richieste di anticipo di parte del risarcimento oltre che in ottica di misura antifrode;
  3. il perito esterno, eventualmente coinvolto, può procedere ad una relazione peritale in loco avvantaggiato dalla disponibilità di documentazione acquisita a monte dalla struttura interna;
  4. si agevola la canalizzazione verso strutture convenzionate della Compagnia;
  5. l’intera gestione si concentra su un unico referente: la struttura dedicata del Gruppo De Pasquale che coordina tutti gli attori coinvolti, garantendo coerenza, tempi rapidi, qualità e cura dell’assicurato.

Flessibilità e scalabilità per la gestione di picchi emergenziali

Volumi significativi in una situazione di emergenza richiedono di velocizzare a monte l’istruttoria del fascicolo per permettere alla Compagnia, ove possibile, di operare rapidamente. L’obiettivo è evitare situazioni simili a quella verificatasi nel luglio 2023, in cui il network peritale tradizionale non è stato in grado di far fronte alla domanda straordinaria di interventi, generando rallentamenti e disagi.

Il nuovo approccio del Gruppo De Pasquale per la gestione dei sinistri Cat Nat risponde a questa esigenza di velocizzazione, garantendo flessibilità e scalabilità, poiché :

  • abbandona l’iter tradizionale che parte da un incarico peritale senza contatto con l’assicurato, sostituendolo con una preventiva categorizzazione dell’evento, aumentando così capacità e flessibilità di gestione;
  • rende la fase iniziale del processo – caring, raccolta documentale, apertura sinistro – più strutturata e, grazie alla tecnologia, accelerativa delle fasi successive;
  • prevede l’impiego di figure professionali dedicate che governano il processo nel suo complesso, gestendo le interazioni tra i diversi attori coinvolti e monitorando ogni passaggio;
  • prevede l’utilizzo della tecnologia LiveClaim anche da parte del network di periti fiduciari;
  • contempla procedure di escalation stabilite e condivise con la Compagnia;

Perché il modello del Gruppo De Pasquale è già una risposta alle sfide future?

Il modello presentato da Gruppo De Pasquale all’evento “Italy Insurance Forum 2025” rappresenta un’evoluzione importante  nella gestione sinistri Cat Nat. Integrando competenze specialistiche, processi e tecnologie avanzate,  il Gruppo propone un framework operativo capace di rispondere alle sfide attuali e future con efficienza, qualità del servizio, forte attenzione alla customer experience.

Con oltre 50 milioni di euro di fatturato, realizzato attraverso le sue società partner e una presenza consolidata nel settore assicurativo, il Gruppo De Pasquale si conferma il partner ideale per le compagnie, i broker e gli altri player del comparto assicurativo che desiderano affrontare con competenza specialistica ed innovazione la gestione dei sinistri Cat Nat.

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Customer Care

Il ruolo dell’AI nel customer care in outsourcing: come migliorare l’esperienza cliente senza perdere il tocco umano

Il ruolo dell’AI nel customer care in outsourcing: come migliorare l’esperienza cliente senza perdere il tocco umano

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI) ha trasformato radicalmente il customer care, offrendo alle aziende nuove opportunità per automatizzare i processi, migliorare l’efficienza e personalizzare il servizio clienti. Tuttavia, una delle principali sfide rimane preservare lo human touch nelle interazioni con i clienti, fattore chiave per garantire soddisfazione e fidelizzazione.

Sebbene l’AI permetta di gestire con maggiore efficienza compiti ripetitivi e fornire risposte rapide, le interazioni umane sono essenziali in situazioni complesse o che richiedono empatia. Secondo una ricerca di PwCil 75% dei consumatori predilige le interazioni umane nel servizio clienti, soprattutto quando si tratta di problematiche delicate o complesse. Per questo motivo, le aziende devono trovare un equilibrio tra automazione e interazione umana per garantire un’esperienza cliente positiva.

L’AI come supporto e non in sostituzione all’umano

In questo contesto, l’AI non sostituisce gli operatori umani, piuttosto fornisce loro strumenti per migliorare la qualità del servizio. Ad esempio, l’uso di strumenti di machine learning e analisi predittiva consente di fornire suggerimenti in tempo reale agli operatori, migliorando la capacità di risolvere problemi in tempi rapidi e fornendo soluzioni esaustive e personalizzate. Uno studio di Salesforce ha rilevato che l’AI può ridurre i tempi di risposta del 70%, migliorando al contempo la soddisfazione del cliente.

Personalizzazione e omnichannel grazie all’AI

L’AI permette anche di creare esperienze omnicanale fluide, garantendo che i clienti possano passare senza problemi da un canale all’altro (chat, email, telefono) senza dover ripetere informazioni. Secondo McKinsey , le aziende che implementano soluzioni omnicanale integrano un miglioramento del 10-15% nella soddisfazione del cliente.

L’AI permette anche di creare esperienze omnicanale fluide, ossia consentendo ai clienti di passare senza problemi da un canale all’altro (chat, email, telefono) senza dover fornire nuovamente informazioni o ripetere attività. Secondo McKinsey, le aziende che implementano soluzioni omnicanale realizzano un miglioramento del 10-15% nella soddisfazione del cliente.

Sfide e criticità dell’AI nel customer care

Nonostante i vantaggi derivanti dall’adozione di soluzioni AI, le aziende devono affrontare la sfida di conquistare la fiducia del cliente. Un sondaggio condotto da Gartner rivela che il 63% dei clienti si sente meno coinvolto quando interagisce solo con chatbot o sistemi AI, evidenziando la necessità di mantenere aperti i canali di interazione umana nei servizi di customer care.

Gruppo De Pasquale: innovazione digitale senza perdere il tocco umano

Il Gruppo De Pasquale, punto di riferimento nel settore dell’outsourcing da oltre 40 anni, si distingue da sempre per un approccio valoriale incentrato sulla capacità di risolvere problematiche e rispondere alle esigenze di player noti sul mercato. Offre servizi mirati e customizzati, che mixano soluzioni tecnologiche avanzate ed alta expertise e specializzazione degli operatori. Nelle attività di customer care per i tanti clienti gestiti, il Gruppo, grazie alle sinergie tra le sue società partner specializzate per industry, Sint, Winflow, PLF, Sanmarco Consulting e Come Stai, ha integrato strumenti di intelligenza artificiale, che migliorano i processi, ottimizzano le risorse e i tempi di risposta e aumentano l’efficienza operativa. Al contempo, l’intervento di operatori esperti e dotati di spiccate soft skill preserva le interazioni empatiche e personalizzate con gli utenti.

Grazie a tecnologie all’avanguardia, tra cui chatbot avanzati e sistemi di analisi del sentiment, le richieste più comuni degli utenti vengono gestite in modo digitale. Per le situazioni più complesse invece intervengono operatori umani, altamente qualificati, garantendo così un supporto completo e su misura. Questo approccio misto consente di mantenere elevata la soddisfazione dei clienti: secondo recenti ricerche, infatti, oltre l’80% dei clienti preferisce un’interazione umana per risolvere problematiche complesse.

La capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti dei trend di mercato e delle esigenze dei clienti, che contraddistingue da sempre il Gruppo De Pasquale, si riflette nell’offerta di servizi di customer care altamente personalizzati, che uniscono innovazione tecnologica e competenze specialistiche umane, per assicurare risposte rapide, mirate, efficaci ed esaustive.

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LiveClaim: unisce human e technology

LiveClaim: unisce human e technology

L’innovazione digitale è il main topic in ogni contesto di mercato. Nessun player può esimersi dall’affrontare la necessità di rivedere i propri processi aziendali in ottica di miglior risposta al mercato, efficientamento e sostenibilità. L’uso di tecnologia avanzata offre un valido supporto in questo percorso. 

Nel Gruppo De Pasquale l’innovazione e la sostenibilità sono elementi insiti nel proprio sistema valoriale e nell’approccio pragmatico al cliente

I trend di mercato e le esigenze del cliente sono da sempre centrali nella strategia di evoluzione dell’offerta e di sviluppo business del Gruppo. In tal modo, il Gruppo, attraverso le sue società partners, riesce a offrire alti livelli di servizio, grazie al mix di know-how consolidato, expertise specialistiche e tecnologia.

L’importanza della specializzazione per offrire al cliente servizi performanti

Al mercato assicurativo, il Gruppo, attraverso la società partner Sint, specializzata in Advanced Outsourcing, offre servizi altamente performanti. Grazie allo studio dell’esigenze del mercato, alle competenze specialistiche di processo, tecnologiche e soft skill, e all’uso di tecnologia avanzata, Sint ha sviluppato LiveClaim.

LiveClaim by Sint: premiato per il miglior servizio di Customer Engagement & Claims Management

Un prestigioso riconoscimento, ricevuto lo scorso giugno durante l’evento Beyond Claims & Customer Centricity di Italian Insurtech Association, che conferma Sint come punto di riferimento per il settore assicurativo.

LiveClaim offre un’esperienza full digital e real time, con un approccio customer-centric che combina competenze specialistiche di processo e tecnologie all’avanguardia, (video interazione, RPA, blockchain e Artificial Intelligence) per garantire un servizio modulare e chiavi in mano alle compagnie assicurative.

Un servizio innovativo per la gestione dei sinistri: LiveClaim

Il sinistro è gestito face to face, grazie alla video interazione tra un operatore esperto e l’assicurato, in pochi minuti, con vantaggi significativi per la compagnia e l’assicurato: tempi di apertura ridotti a meno di 30 minuti, recupero del 70% della documentazione nel corso della video interazione, almeno l’80% dei clienti soddisfatti”, dichiara Paolo Osvaldo Agnelli, CTO di Sint e del Gruppo.  

Se vuoi saperne di più vedi l’intervista completa QUI

 

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Tecnologia e valore dell’outsourcing

Il mercato dell’ outsourcing è in costante crescita. Sempre più aziende si rivolgono a chi è esperto nella gestione operativa di processi, anche core, non solo per ottimizzare tempi e risorse, ma anche per aver un valido supporto nello sviluppo business e nell’innovazione tecnologica.

La Tecnologia e il Valore dell’Outsourcing: una Sinergia per il Successo

L’innovazione tecnologica, specie quella abilitata dall’IA, ha comportato, e comporta, una rivoluzione senza precedenti in ogni settore merceologico. Ogni azienda vive la necessità di adottare nuove tecnologie al passo con i tempi e implementare modelli di gestione innovativi.

Nell’era della trasformazione digitale, dunque, la tecnologia non è solo un settore in rapida crescita ma una componente essenziale per il successo aziendale. Allo stesso tempo, l’outsourcing si presenta come una strategia cruciale per le imprese che cercano di rimanere competitive in un mercato globale sempre più complesso.

Ma cosa rende l’outsourcing così prezioso per le aziende e come la tecnologia ne amplifica i benefici?

Il Potere della Specializzazione

Una delle principali ragioni per cui le aziende ricorrono all’outsourcing è la possibilità di accedere a competenze specialistiche. In un mondo in cui l’innovazione tecnologica avanza a ritmi vertiginosi, mantenere un team interno aggiornato su tutte le nuove tecnologie richiede un effort non sempre sostenibile. L’outsourcing consente alle aziende di collaborare con esperti che dispongono di conoscenze avanzate e aggiornate, migliorando così la qualità e l’efficienza dei servizi offerti.

Ottimizzazione e non solo

L’ottimizzazione di processi, risorse e tempi è un forte incentivo al ricorso all’outsourcing.  Le aziende, grazie all’outsourcing, possono ottimizzare i loro investimenti in evoluzioni organizzative, infrastrutture tecnologiche, ricerca e sviluppo, marketing e sviluppo business, più in generale in innovazione.

Flessibilità e Scalabilità

La tecnologia è in continua evoluzione e le esigenze aziendali possono cambiare rapidamente. L’outsourcing offre una flessibilità difficile da ottenere internamente. Le aziende possono scalare facilmente le operazioni in base alle necessità, aggiungendo o riducendo risorse esterne senza doversi preoccupare dei vincoli contrattuali o dei costi fissi associati alla gestione di un grande team interno.

Focus sulle Strategie e sul Core business

L’outsourcer, dapprima visto come soggetto a cui delegare attività secondarie, ma necessarie, diviene partner strategico che consente alle aziende di ottimizzare risorse e tempi e sviluppare strategie mirate sul core business, migliorando la competitività e la qualità del loro prodotto o servizio principale. Questo approccio strategico consente una gestione più efficiente e un miglior utilizzo delle risorse interne.

Innovazione Continua

La tecnologia cambia costantemente e mantenere il passo con l’innovazione è fondamentale per la sopravvivenza e il successo aziendale. I fornitori di servizi di outsourcing sono spesso all’avanguardia nella loro area di competenza e possono fornire accesso a nuove tecnologie e metodologie prima che queste diventino mainstream. Questo vantaggio competitivo può essere decisivo in settori dove l’innovazione è la chiave per la crescita.

La scelta del giusto outsourcer: Gruppo De Pasquale

Le aziende devono prestare molto attenzione alla selezione dei partner di outsourcing; storicità di servizio, specializzazione, caratteristiche distintive e valore aggiunto della value proposition, alti standard di qualità, sono solo alcuni dei criteri selettivi a cui prestare cura per individuare il partner giusto, con il quale instaurare relazioni basate su fiducia e trasparenza.

Il Gruppo De Pasquale, tramite le società partners, Sint, Winflow e Sanmarco Consulting , vanta oltre 40 anni di storia e un portafoglio clienti rinomato e attivo in settori economici trainanti l’economia, con cui ha instaurato rapporti consolidati. Il turnover della clientela infatti registra un tasso tendente pressoché allo zero; la permanenza nel portafoglio si assesta in un range pari a 4-7 anni.

Nel Gruppo De Pasquale la tecnologia è un valore centrale della value proposition al cliente. In particolare, attraverso la società partner, Sanmarco Consulting, service tecnologico del Gruppo, siamo in grado di offrire servizi specialistici, personalizzati e ad alto valore aggiunto, che integrano competenze specialistiche, operatori adeguatamente formati e utilizzo di tecnologie altamente avanzate quali: Internet of Things, Blockchain, Robotic Process Automation (RPA), Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML), Virtualizzazione, Big Data e
Analytics.

L’integrazione di queste tecnologie, grazie alla società partner Sanmarco Consulting, permette al Gruppo di offrire servizi più competitivi, scalabili e sicuri, adattandosi rapidamente alle esigenze dei clienti e dei mercati di riferimento.

Conclusioni

La sinergia tra tecnologia e outsourcing offre opportunità senza precedenti per le aziende moderne. Mentre la tecnologia continua a evolversi, l’outsourcing si afferma come una strategia da considerare per rimanere competitivi e innovativi. Con una gestione attenta e una selezione accurata dei partner, le imprese possono sfruttare appieno i benefici dell’outsourcing, ottimizzando risorse e tempi, migliorando l’efficienza e sviluppando e innovando il loro core business.

In un mondo in cui la capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie e alle mutevoli esigenze del mercato è cruciale, l’outsourcing del Gruppo De Pasquale rappresenta una leva strategica per il successo aziendale.

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